La situazione dell'editoria italiana

una situazione da piangere, anzi di più

postato il 17 settembre 2009
revisione del 16 novembre 2009
Cosa pensereste se l'agenzia immobiliare
a cui avete dato mandato di vendere
la vostra casa vi facesse incassare il 6%
sul valore del vostro immobile e il 94%
restasse a loro? Bene, non qualcosa
di simile, ma proprio questo accade
nel settore dell'editoria libraria.




Mamme e papà di tutto il mondo, finalmente una bella notizia per risparmiare un po’ di soldi. Siete stanchi di comprare scarpe da ginnastica ai vostri figli, ben sapendo che dureranno poco, visto che i loro piedini, fortunamente, crescono con loro? Dalla tecnologia arriva un’unica scarpa che promette di seguire la crescita del vostro bambino: ecco a voi Inchworm Shoes, la scarpa da ginnastica allungabile e regolabile! L'idea è quella delle «Inchworm Shoes» e, come si legge sul sito web, sono scarpe da ginnastica per bambini che «crescono insieme con i piedi dei vostri figli». Il segreto sta tutto in un bottone posto ai lati della suola: basta schiacciarlo e, come d’incanto, la scarpa si allunga, mentre il numero che si legge sotto il tacco indicherà la nuova misura raggiunta. Le scarpe sono allungabili fino a tre taglie, con incrementi di mezza taglia ciascuno (ad esempio, per la misura 10 -11 le possibilità sono 10, 10,5 e 11), ma non allargabili (a differenza, invece, dei piedi dei ragazzi in crescita) e disponibili solo in taglie da bambino, le Inchworm sfruttano la tecnologia «iFit», che permette di adeguarsi facilmente e in tutta sicurezza alla nuova lunghezza; questo è un esempio in video (dura 2 minuti, accendete le casse e cliccate sull'immagine per farlo partire):
 

Ora vi chiedo: se questa cosa è stata pensata per un oggetto così complesso quale una scarpa, perché per i libri di scuola le famiglie non possono risparmiare diverse centinaia di euro per figlio? Ora ve lo dirò io il perché e posso anticiparvi che la cosa non vi piacerà affatto...



Introduzione
Se doveste impilare tutti i libri che un ragazzo usa nella sua vita scolastica, verrebbe fuori una montagna cartacea abbastanza alta e difficile da scalare.
L'apparecchietto che vedete qui a destra è il libro del futuro; questo genere di sistema eviterà che i vostri figli, come è accaduto alle nostre generazioni, soffrano di problemi di schiena e scoliosi dovuti al fatto che quotidianamente abbiamo dovuto trasportare chili e chili di libri scolastici a spalla, per non parlare di quelli acquistati e mai aperti...

Questo apparecchietto non è altro che un piccolo "computer dedicato" per la lettura di testi elettronici nel formato che spesso usate e chiamato PDF.

Editori e produttori di zaini scolastici stanno già insinuando dubbi tipo che ci sarebbero problemi di stampa, di consumo di cartucce d'inchiostro, di qualità di stampa ed altre stronzate del genere: ma chi lo ha detto che un libro elettronico deve essere stampato? Queste affermazioni sono falsi problemi creati da quelle lobby che non vogliono rinunciare al loro sterminato potere che possono avere solo per mezzo della carta-stampata.

Con questo sistema si cancellerebbero per sempre sprechi di carta e inchiostro, code per acquistare libri, spese di distributori, trasporti, rifiuti, malattie allal schiena e cose del genere. E' proprio una bella idea e così tanti alberi rimarrebbero lì a farsi accarezzare dal vento.

C'è forse un'unica cosa che non riusciremmo a fermare: il fatto che gli editori sono in grado di far approvare nei piani di studio nuovi libri ogni due anni se non ogni anno. Quanti di voi si sono trovati il secondo figlio che non ha potuto usufruire del libro che il maggiore aveva usato due anni prima? E quanti di voi hanno dovuto buttare nel cestino della carta-straccia il libro dell'anno prima che è andato fuori serie perché l'editore ha stampato una nuova, quanto inutile, edizione?

Ricordiamoci che nel nostro ambiente non possiamo parlare di responsabilità specifiche di qualcuno, ma piuttosto dobbiamo avere sempre chiaro il fatto che in quanto unità UNICA, lo stato generale è la somma di tutte le consapevolezze ed è ciò che determina le cose come vanno: il nostro mondo è così come TUTTI noi lo pensiamo. Cerchiamo di non alimentare questo stato di cose.

IL FATTO

Napoli stadio San Paolo, 4 luglio 1980 ore 23,30: quella sera anch'io ero lì.

Edoardo Bennato termina il primo concerto del tour estivo per la presentazione dei suoi nuovi due LP - Sono solo canzonette e Uffà Uffà. Al concerto sono presenti 50.000 spettatori, molti dei quali sono assiepati sul prato del campo di calcio, sotto il palco;  alla fine del concerto l'uscita dal campo diviene difficoltosa: le persone spingono e qualcuno cade nel fossato di recinzione profondo oltre 4 metri. I servizi di sicurezza, per distrarre la folla e prestare i soccorsi, richiamano Bennato sul palco: Edoardo canta due brani inediti tra cui la divertentissima canzone Reg dal titolo Canta apress' à nuie, cioè Canta insieme a noi.

Questa è una canzone di protesta nella quale il cantautore napoletano vuole denunciare l'avido mondo della discografia e vuole far sapere al pubblico quanto poco guadagnino gli artisti che, contrariamente alla realtà, sembra che (cito le parole della canzone) chi suona e canta sta sempre pieno di soldi alla faccia di tutti quanti.

Ragazzi, quello che con la scusa di questa canzone voglio dirvi è davvero serio e prima di tutto vi invito ad ascoltare la canzone Canta apress' à nuie poiché devo dirvela ragazzi, sì devo proprio dirvi come sta questa vergognosa situazione; ti assicuro che la cosa è tremendamente seria.

Accendi le casse e premi play (il triangolino) e leggi a destra il testo tradotto, se ne hai bisogno; in neretto ho segnato le parti interessanti:




(per la Siae: vedi nota 1)



Eh! pe stasera
s'e' fatto tardi e' meglio
ca levammo mano
eh! ce ne jammo
pero' che st'ultima canzone
ve cantammo.
Eh! gira e vota
vulessemo suna' pe tutta
a nuttata.
Eh! si ma vota e gira
forse avimmo fatto troppa bagaria.

Eh! pe stasera
s'e' fatto tardi e' meglio
ca levammo mano
eh! ce ne jammo
pero' che st'ultima canzone
ve cantammo
Eh! gira e vota
vulessemo suna' pe tutta
a nuttata.
Eh! si ma vota e gira
forse avimmo fatto troppa bagaria.

Eh! chi canta e sona
tene a capa fresca e a panza
sempe chiena
eh! chi sona e canta
sta sempe chino e' solde a faccia
e tutte quante;
eh! dice a gente
a chistu munno chi fatica e chi
nun fa' niente
eh! si ma "canta e sona"
sa so 'mparata tutte quante
sta' canzone

Tanti fatti 'llate
nunn'e' sanno
pero' e' meglio ca nuje
ce' spiegammo
o si no cu tutta a scienza
ca' tenimmo
jammo a mare cu tutt'e' panne!

Eh! pe stasera
s'e' fatto tardi e' meglio
ca levammo mano
eh! ce ne jammo
pero' che st'ultima canzone
ve cantammo.
Eh! gira e vota
vulessemo suna' pe tutta
a nuttata.
Eh! si ma vota e gira
forse avimmo fatto troppa bagaria.

Tanti fatti 'llate
nunn'e' sanno
pero' e' meglio ca nuje
ce' spiegammo
o si no cu tutta a scienza
ca' tenimmo
jammo a mare cu tutt'e' panne!

Eh! pe stasera
s'e' fatto tardi e' meglio
ca levammo mano
eh! ce ne jammo
pero' che st'ultima canzone
ve cantammo.
Eh! gira e vota
vulessemo suna' pe tutta
a nuttata.
Eh! si ma vota e gira
forse avimmo fatto troppa bagaria.

Eh! chi canta e sona
tene a capa fresca e a panza
sempe chiena
eh! chi sona e canta
sta sempe chino e' solde a faccia
e tutte quante
eh! dice a gente
a chistu munno chi fatica e chi
nun fa' niente
eh! si ma "canta e sona"
sa so 'mparata tutte quante
sta' canzone

Hai voglia e parla'
chella gente
ca nun vo senti
nun te sente
ma fall'e' sfuga'
pecche' tanto
a furia e parla'
s'annozzano 'nganna;

Hai voglia e parla'
chella gente
ca nun vo senti
nun te sente
ma fall'e' sfuga'
pecche' tanto
a furia e parla'
s'annozzano 'nganna;
e mo dalle 'nfaccia
e nun ce pensa'
ca si vaie a tiempo
nun te puo' 'mbruglia'
e si te piace
chesta canzone
canta appress'a nuje
ca te fa buono!
............
Eh, per questa sera
si è fatto tardi è meglio
che ora ce ne andiamo.
Sì, ora ce ne andiamo,
però quest'ultima canzone
vi cantiamo.
Eh, gira e volta
mica vogliamo suonare per tutta
la notte?
Eh, si volta e gira
forse abbiamo fatto troppa confusione.

Eh, per questa sera
si è fatto tardi è meglio
che ora ce ne andiamo.
Sì, ora ce ne andiamo
però quest'ultima canzone
vi cantiamo.
Eh, gira e volta
mica vogliamo suonare per tutta
la notte?
Eh, si volta e gira
forse abbiamo fatto troppa confusione.

Eh, chi canta e suona
ha la testa tranquilla e la pancia
sempre piena;
eh, chi suona e canta
sta sempre pieno di soldi alla faccia
di tutti quanti;
eh, dice la gente
a questo mondo chi fatica e chi
non fa niente
eh, si "lui canta e suona"
se la sono imparata tutti
questa diceria.

Tanti fatti gli altri
non li sanno.
Quindi è meglio che noi
glieli spieghiamo
se non con tutta la conoscenza
che crediamo di avere
mettiamo nei guai noi e gli altri.

Eh, per questa sera
si è fatto tardi è meglio
che ora ce ne andiamo.
Sì, ora ce ne andiamo,
però quest'ultima canzone
vi cantiamo.
Eh, gira e volta
mica vogliamo suonare per tutta
la notte?
Eh, si volta e gira
forse abbiamo fatto troppa confusione.

Tanti fatti gli altri
non li sanno.
Quindi è meglio che noi
glieli spieghiamo
se non con tutta la conoscenza
che crediamo di avere
mettiamo nei guai noi e gli altri.

Eh, per questa sera
si è fatto tardi è meglio
che ce ne andiamo.
Sì, ora ce ne andiamo
però quest'ultima canzone
vi cantiamo.
Eh, gira e volta
mica vogliamo suonare per tutta
la notte?
Eh, si volta e gira
forse abbiamo fatto troppa confusione.

Eh, chi canta e suona
ha la testa tranquilla e la pancia
sempre piena;
eh, chi suona e canta
sta sempre pieno di soldi alla faccia
di tutti quanti;
eh, dice la gente
a questo mondo chi fatica e chi
non fa niente;
eh, si "lui canta e suona"
se la sono imparata tutti
questa diceria.

Hai voglia di dirlo
ma quella gente
che non vuol sentire
non ti sente;
ma falli parlare
perché tanto
a furia di parlare
si soffocano da soli;

Hai voglia di dirlo
ma quella gente
che non vuol sentire
non ti sente
ma falli parlare
perché tanto
a furia di parlare
si soffocano da soli;
e ora fargli vedere
non pensandoci
perché se segui il sentimento
non puoi sbagliare
e se ti piace
questa canzone
canta insieme a noi
che ti fa bene!
 .............


Ora parliamo dei libri che noi adulti leggiamo: sapete perché i libri americani sono frequentemente così spessi, cioè hanno così tante pagine?

Perchè gli autori americani vengono pagati a numero di pagine, mentre  qui in Italia, solo a percentuale; gli autori italiani percepiscono una percentuale sul prezzo di copertina da cui devono pagare le tasse, anzi, ciò che ricevono è proprio la parte spettante perché le tasse vengono trattenute e pagate per conto dell'autore proprio dall'editore.

Ora, come dice Bennato nella sua canzone, starete pensando che per gli autori è valido il fatto che "...chi suona e canta sta sempre pieno di soldi alla faccia di tutti quanti; eh, dice la gente a questo mondo chi fatica e chi non fa niente."

Ok ragazzi, ora vi faccio fare due conti nelle tasche di uno scrittore.

Tutti voi conoscete la Trilogia dell'IO SONO e sapete che il prezzo di copertina è di 12 euro; molti pensano che un 50% addirittura possa andare nelle tasche dell'autore, cioè me; in realtà ciò che mi spetta è solo il 6% (sì, il sei), cioè la fantasmagorica cifra di 72 centesimi a copia su cui mi vengono trattenute le tasse, almeno il 19%, per cui ciò che  mi arriva per davvero sono 58 centesimi per copia venduta.

Caspita, direte, questa non la sapevo e magari cercate di consolarvi-consolarmi sul fatto che che su molte copie vendute qualcosa ne viene fuori; allora facciamo due calcoli: ciò significa che se si vendono 10.000 copie l'anno, un autore guadagna la miseria di soli 5.800,oo euro.

Ebbene, cari amici, la Trilogia ha venduto 620 copie nel 2006, 2283 nel 2007 e 2335 nel 2008, per un totale d'incasso di euro 3.170,oo in tre anni e se vedete QUI, è un best seller di vendite.

Capite com'è la situazione? Questo già dovrebbe farvi capire che scrivere libri è pericoloso per la salute finanziaria (di chi li scrive).

Infatti adesso vi dico il resto. Per scrivere la Trilogia ho speso almeno un 700 euro che nessuno mi ha mai rimborsato e, quando nel 2006 feci il contratto con la BIS di Roberto Romiti (qui di fianco vedi la vecchia edizione), Roberto mi diede 5 (cinque) copie omaggio del mio libro come spettanza per l'autore. Considerato che dovevo regalare alcune copie del mio libro, sono andato in libreria, come un comune mortale, per comprare le copie che mi occorrevano.
A gennaio 2007 la BIS è stata acquisita dal gruppo Macro e alla vecchia edizione ho apportato delle revisioni e vi ho aggiunto il capitolo "Era già tutto scritto" e la Macro mi ha sottoposto un altro contratto.
I contratti, in questo settore, sono abbastanza standard e prevedono comunque una serie di condizioni non favorevoli all'autore.
Purtroppo la carta-stampata ha dei costi molto alti: revisione di bozza, impaginazione, immagini, copertina, stampa, distribuzione, per cui alla fine chi soffre di più è l'autore.
A puro titolo di esempio vi riporto qualche articolo che i contratti standard autore-editore prevedono:
  1. L'autore si impegna a promuovere l'opera nei canali a sua disposizione o tramite eventi e pubblicità (articoli, pubblicità sui giornali ecc.) nel corso del primo anno dalla pubblicazione.
  2. L'autore si impegna ad organizzare o a partecipare all'organizzazione di una o più presentazioni nei primi sei mesi dalla pubblicazione del libro.
  3. L'autore si impegna a promuovere il libro in maniera virtuale e reale creando blog o un sito e agendo in maniera che in internet il libro, l'autore e gli argomenti ottengano il massimo di visibilità.
  4. Inoltre l'autore si rende disponibile alla preparazione di testi promozionali nelle principali lingue europee (francese, inglese, spagnolo e tedesco) per la vendita all'estero.
  5. I diritti d'autore per le vendite all'estero sono del 3% sempre lordo, chiaramente, il cui introito sarebbe di 29 centesimi a copia, della serie che più "successo" ha il mio libro, meno guadagno; praticamente contro ogni legge di mercato e di giustizia (divina).

Tutto questo che avete letto è a spese dell'autore; ciò significa che se l'autore non ha una Scuola o un Gruppo come lo abbiamo noi, per cui automaticamente già costruiamo i siti e ci facciamo conoscere, tutte queste cose sono a carico suo.

In tutto questo dovete considerare il fatto che i diritti rimangono, chiaramente, per un periodo di 6 anni all'editore. Resta inteso che la moltitudine delle case editrici trattano queste condizioni e ciò che ho riportato del mio contratto è solo a titolo di esempio.

Per essere corretti, dobbiamo fornire anche i seguenti dati: il 30% va all'editore, un altro 30% va al distributore e un ultimo 30% alla libreria ed ecco che i conti tornano. Ora è anche vero che un editore ha i costi della revisione di bozza, della copertina e a volte si prende il carico di fare le immagini interne (la Macro, e questo li fa onore, si prende questo carico, fortunatamente per un autore), ma in media dopo le prime 2.000 copie si è totalmente rientrati delle spese e considerando la possibilità di eventuali rimanenze finali, sarebbe bene che dalla 3.000esima copia lo spettante per l'autore venisse diviso con l'editore considerando un 20% a testa; e invece, invece... no!!!

A titolo d'esempio: un giorno d'agosto 2008 mi scrive un dirigente della casa editrice L'età dell'Acquario che si dichiara interessato al fatto che io faccia pubblicità dei loro libri sui nostri siti e spera che un giorno io possa divenire un loro autore.

Gli chiedo due cose: qual è la percentuale spettante all'autore e se loro si prendono il carico di fare le immagini contenute all'interno del libro. La percentuale per l'autore (sempre al lordo delle tasse) è dell'8% invece che del passato 6, ma le immagini sono a carico mio e la motivazione (trascrivo la sua risposta del 25 settembre 2008) è la seguente: "Caro signore, mi creda, mi piacerebbe proporLa al mio capo come possibile autore; l'appoggio e la diffusione del libro sarebbero massicce (tenga conto che di ogni novità spediamo 80-100 copie in omaggio), ma altro non possiamo fare, perché dobbiamo vendere sì, ma anche guadagnare e noi abbiamo su ogni libro un margine di guadagno del 25-30%, una cosa da miserabili; se poi anche ci mettiamo illustrazioni, schizzi ecc. alla fin fine ciò lenisce il risicato guadagno."

Il 30% è da miserabili per l'editore tale da non potersi permettere le illustrazioni, ma per l'autore che prende l'8%, lui sì che può scialare con le illustrazioni e deve pagarsele di tasca sua. Ad esempio per scrivere IO SONO immortale ho speso più di 10.000,oo euro che non potrò mai recuperare dato il pubblico di nicchia; il costo delle immagini necessarie al libro è di 840,oo euro che sono da sommarsi ai 10.000,oo.

Il bello è che la gente crede che:
chi canta e sona
tene a capa fresca e a panza
sempe chiena

oppure che

chi sona e canta
sta sempe chino e' solde a faccia
e tutte quante

e ancora

dice a gente
a chistu munno chi fatica e chi
nun fa' niente
eh! si ma "canta e sona"
sa so 'mparata tutte quante
sta' canzone

Noi, invece, riteniamo che non sia etico che un creatore debba ACCONTENTARSI di un 6% quando il 94% va ad altre persone, specie perché ci sono troppi collaboratori incompetenti e passaggi di mano antiquati che fanno levitare le spese.

Sicuramente gli editori più accorti che non hanno sul groppone collaboratori incompetenti hanno comunque grosse spese e offrono qualche punto in più agli autori, ma rimane comunque il fatto che quello dell'editoria stampata è un lavoro che sta procedendo verso l'estinzione poiché non più al passo con i tempi.

L'editore ne può fare un lavoro personale in quanto guadagnando un po' di qua e un po' di là da centinaia di testi a catalogo qualcosa ne esce, ma per come vengono sfruttati gli autori questa cosa non va bene. Non va affatto bene che un autore debba campare di elemosina e, magari, la gente dice che a questo mondo c'è chi fatica e c'è chi non fa niente e sta sempre con la pancia piena e piena di soldi alla faccia di tutti gli altri.

Molti di voi che ci seguono dai siti ci chiedono perché da anni non aggiungiamo praticamente libri al nostro catalogo on line; il motivo è che noi non vogliamo alimentare questo de-genere mercato del libro. La conoscenza è importante, ma ancor più importante è non essere complici di cose non etiche e rimanere impeccabili. Quindi, consiglio vivamente, comprate un libro solo se lo conoscete e se lo sentite profondamente; non acquistate libri che avete letto se vi sono stati già prestati da qualcuno: non cadete nella trappola della materia di voler conservare le cose. In definitiva il mio invito è CERCARE DI NON COMPRARE LIBRI PER NON FAVORIRE QUESTO MERCATO.

Comunque questo che accade non è quasi mai in malafede: è la situazione di quella che noi chiamiamo economia che ha portato a questo stato di cose, per cui  facciamo i nostri migliori e più sinceri auguri sia agli autori che agli editori tutti che al più presto possano trovare una soluzione alternativa che sia di maggiore reciproca soddisfazione e che tolga di mezzo distributori e librerie che non hanno il coraggio di assumersi alcun rischio di impresa.


Arcangelo Miranda

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