La natura di Maya

il nostro mondo: illusione o realtà?

di Daniele Cavallo


Le ultime scoperte scientifiche sembrano dare ragione a quelle filosofie che da sempre sostengono la natura illusoria della realtà in cui viviamo, ma che suscitano in noi una certa perplessità dato che, almeno quando siamo svegli, siamo certi che il nostro corpo fisico esista e che ci sia un ambiente altrettanto reale con il quale interagiamo continuamente.
Addirittura da diversi settori della scienza indipendenti tra loro (medico, fisico, biologico) ci arrivano informazioni per cui il nostro mondo sarebbe fortemente influenzato da ciascuno di noi attraverso le scelte compiute con pensieri, parole e azioni.
Io stesso nel mio libro IO SONO la Verità, di cui questo articolo rappresenta una specificazione, ho scritto che l’essere umano crea la propria Realtà e quella del Mondo in cui vive, manifestando le idee in accordo con le leggi di causa ed effetto e di risonanza (pag. 67).
In che modo ciascuno di noi è fautore della propria esistenza? Che cosa si intende con il termine Realtà? Le cose materiali esistono oggettivamente? Chi le crea? Come? Perché?
Cerchiamo di rispondere semplicemente a tutte queste domande (nel libro il tutto viene trattato in maniera diffusa), così da poter apprendere il segreto per diventare maestri di noi stessi e tornare così a percepirci per ciò che siamo.
Sempre in IO SONO la Verità, a un certo punto, si dice: L’atto di osservazione di una qualsiasi idea, quindi, genera e mantiene in essere l’Universo quadridimensionale e fa emergere, dall’idea osservata, l’energia sufficiente affinché essa possa realizzarsi.
Pensare, pertanto, significa portare in manifestazione un’idea, cioè concentrarsi così tanto su di essa da far liberare l’energia che sta al suo interno e trasformarla, grazie ad essa, in Realtà.
Dobbiamo però renderci conto che ogni cosa che entra nel campo di manifestazione rappresentato dall’Universo quadridimensionale, pur essendo espressione dell’Uno da cui proviene, è soggetta al punto di vista di chi la osserva: così, un individuo che vive nel dualismo, percepisce, dal suo punto di polarizzazione, solo una delle due parti in cui essa si è scissa, confondendo tale metà con la totalità della cosa .
Anche l’attività di pensiero non sfugge a tale fenomeno, in quanto esistono nell’Universo fisico due modi di compierla, di cui solo il primo è quello davvero utile allo sviluppo della coscienza.
Esso consiste nell’accedere ad un’idea potenziale contenuta nell’IO SONO e manifestarla, sprigionando, attraverso l’attenzione focalizzata, il desiderio  (che si trasforma in entusiasmo nel momento in cui agiamo per manifestarla; la nota è aggiunta) che essa si realizzi, cioè un’energia magnetica in grado di attrarre e mantenere insieme gli atomi che ne andranno a comporre la realizzazione fisica.
Il secondo modo di pensare, opposto al primo e che porta all’autodistruzione, consiste nel porre l’attenzione su informazioni già presenti nell’Universo quadridimensionale e rielaborarle in un ottica futura, generando così tutta la gamma di emozioni negative che conosciamo, tra cui quella principale è la paura, cioè il desiderio che l’informazione pensata non si realizzi .
L’emotività che caratterizza ogni essere che è immedesimato nell’Universo quadridimensionale deriva da questa forma aberrata di pensiero che è purtroppo la principale attività celebrale degli esseri umani.
Manifestare le idee nell’Universo quadridimensionale attraverso il pensiero non è sufficiente per realizzare il Proposito divino in quanto occorre qualcuno in grado farne esperienza: ecco perché l’IO, per mezzo dell’IO SONO, si è individualizzato in singoli esseri dotati di coscienza individuale.
In questo modo ciascun individuo, dal proprio punto di vista, è in grado di sperimentare le idee manifestate in realtà e di trasformarle in consapevolezza, cioè coscienza di sé.
Il pensiero e la capacità di sperimentare la Realtà (idee realizzate) sono ciò che occorre all’IO per divenire consapevole di se stesso e l’essere umano è in grado di compiere entrambe queste attività (pag. 52).

Insomma l'atto di pensare intensamente ad un'idea si specifica nell'osservare la relativa immagine attraverso uno strumento idoneo allo scopo: stiamo parlando della mente, cioè del meccanismo attraverso cui ogni cosa che esiste viene creata, a partire da un'idea/immagine e portata in manifestazione: essa agisce come uno specchio che riflette l'idea/immagine, sebbene ribaltata rispetto all'originale (come ogni specchio che inverte l'oggetto riflesso), consentendone l'osservazione e quindi la creazione sul piano fisico.
Ma la mente/specchio usata dall'Osservatore per percepire e proiettare le proprie idee/immagini non è sufficiente: infatti abbiamo visto che, per completare il Proposito divino dell'IO di divenire consapevole di se stesso, occorre qualcosa che consenta all'Osservatore di fare esperienza dell'idea manifestata: qui entrano in gioco i nostri corpi fisici che sono strumenti creati allo scopo di percepire, attraverso i sensi, l'espressione “materiale” delle idee e tradurle in consapevolezza.
Ma su questo punto fondamentale torneremo a breve per spiegare nel dettaglio come si svolge l'intera sequenza che trasforma un'idea in consapevolezza.
Ecco perché nella Genesi si dice che l'uomo fu creato solo l'ultimo giorno: se il nostro corpo fisico è un apparecchio che serve a rilevare segnali presenti nell'ambiente in cui è posto, occorreva prima creare l'ambiente in cui posizionarlo, se no sarebbe stato del tutto inutile!
Insomma, se prendiamo un Essere avente un certo numero di idee (Spirito), dotato di una mente/specchio in grado di emetterle (rifletterle) nell'Universo materiale (Mente) e di un corpo  in grado di rilevarle (Corpo) abbiamo dinnanzi a noi uno strumento perfetto per realizzare il Proposito divino.
Sto parlando proprio di te, adesso, di ciò che realmente sei e di cui sei immemore da tantissimo tempo.
TI sembra incredibile? Vuoi delle conferme? Proseguiamo...

GLI STATI DI COSCIENZA
Quali sono gli attributi “minimi” di tale Essere?
Egli deve avere la capacità di percepirsi come individualità definita e questa abilità viene detta coscienza umana; in particolare lo stato minimo di coscienza richiesto è quello individuale che troviamo presente a partire dal quarto regno della natura (il regno umano) mentre manca nei tre regni precedenti (minerale, vegetale e animale).
In particolare, in IO SONO la Verità si dice: Nei minerali, vegetali ed animali la Vita è presente e si esprime senza che nulla ne ostacoli il movimento, tanto è vero che nessun membro di tali regni “devia” dalla funzione per cui esiste: un fiore è un fiore, punto e basta, e non potrebbe essere altrimenti.
Nel Regno umano, invece, il discorso cambia in quanto esiste qualcosa che può far spostare, in ogni momento, il flusso della Vita, inteso come realizzazione del destino di ogni individuo: ciascuno di noi, in altri termini, è dotato della capacità di dare una direzione specifica alla propria esistenza, senza che nulla possa intervenire in tale decisione.
Possiamo definire tale attributo la nostra coscienza individuale - di cui i membri dei primi tre regni della natura sono sprovvisti - che consiste nell’essere in grado di percepirsi individualmente e quindi separati dal resto della creazione (pag. 83).
Lo stato di coscienza di un essere umano può variare da quello dell'uomo animalesco (la più bassa espressione della coscienza individuale) a quello dell'Osservatore, cioè di colui che crea, passando attraverso espansioni intermedie di coscienza: in ogni caso egli è dotato sia di una mente di creazione che di un corpo in grado di fare esperienza.
E adesso viene il bello: quello che distingue i differenti stati di coscienza è la minore o maggiore ampiezza di ciò che il soggetto crede sia reale e realizzabile; più ci avviciniamo a percepirci come Osservatori,  maggiore sarà la nostra percezione di ciò che è reale e di ciò che possiamo creare.
Infatti, dato che nella mente di un Essere cosciente di Sé vengono proiettate esclusivamente immagini provenienti dal campo infinito di idee potenziali contenute nel suo IO SONO, egli è onnisciente (ha accesso all'IO SONO) e onnipotente (non dà limiti a ciò che la sua mente può creare).
Invece un individuo dotato di coscienza individuale e identificato con la propria personalità (come somma di certi istinti, emozioni e pensieri) vive sulla base di un sistema di credenze composto di informazioni acquisite nel passato (attraverso l'educazione, i condizionamenti sociali, le esperienze vissute etc.) che vengono continuamente utilizzate come strumento per compiere qualsiasi scelta; pertanto l'ampiezza di ciò che per lui è reale e realizzabile dipende esclusivamente da queste informazioni. Basti pensare al condizionamento atavico col sudore della fronte ti guadagnerai il pane.
La sua mente non riesce a percepire le idee contenute nell'IO SONO (o, se in certi momenti lo fa, le percepisce distorte): d'altro canto il suo corpo eterico è, comunque pieno di immagini del passato costituenti quindi il suo sistema di credenze, cioè di ciò che egli considera come reale e realizzabile. Tale individuo, pertanto, potrà osservare nello specchio della sua mente solo queste immagini e quindi crearsi unicamente una realtà conforme al suo sistema di credenze.

Insomma il punto saliente di questo discorso è che se è vero che ogni atto creativo consiste nell'osservazione continuata di un'immagine riflessa nella nostra mente, la nostra realtà è la controparte fisica delle immagini cui la nostra mente ha accesso e che provengono, a seconda dello stato di coscienza in cui ci troviamo, dal Sé oppure dal sistema di credenze.

IN COSA CONSISTE LA REALTÀ
Alla luce di queste considerazioni possiamo spiegare nel dettaglio in che modo avviene la creazione della realtà e la natura interferenziale del nostro universo fisico.
Per farlo dobbiamo ricordarci che:
- gli infiniti elementi che compongono la creazione non sono altro che emissioni mentali di immagini, cioè onde di energia qualificate diversamente, a seconda delle informazioni che costituiscono la relativa immagine di partenza;
- il corpo fisico è uno strumento “posizionato” nell'universo materiale (ove esiste lo spazio/tempo, controparte della mente attraverso cui è possibile sperimentare la creazione) allo scopo di percepire, attraverso i sensi, tali emissioni mentali.

Ma che cosa rileva esattamente il nostro corpo? Esso è teoricamente in grado di percepire tutte le emissioni mentali che corrispondano ai parametri tipici del nostro universo quadrimensionale, come i corpi fisici, i regni della natura, i manufatti e i mondi sottili di questa dimensione.
In pratica, però, la risposta alla domanda è diversa a seconda che l'immagine proiettata dalla nostra mente sia un'idea dell'IO SONO oppure una forma pensiero polarizzata già presente nel nostro corpo-eterico come memoria.
Se “emettiamo” nell'universo quadridimensionale un'idea, il nostro corpo ne farà esperienza rilevandone, attraverso i sensi, tutte le caratteristiche peculiari che verranno ri-trasferite, attraverso il cervello, alla nostra mente la quale le ricomporrà in un'immagine rappresentante l'idea di partenza, trasformata in consapevolezza.

A questo proposito possiamo ipotizzare due diverse modalità di creazione.

La prima (la più comune) è una sequenza di emissioni mentali di immagini in cui il nostro corpo fisico compie una serie di azioni interferendo con l'ambiente (che è anch'esso la somma di tante emissioni): si tratta del FARE nel senso più comune del termine che è accompagnato, a livello emozionale, dall'entusiasmo di  poter realizzare l'idea; la seconda (la più rara) è una sequenza di immagini (ma potrebbe addirittura essere una per i veri Maghi) in cui la cosa che vogliamo creare appare dal “nulla”: si tratta in realtà di ciò che gli esoteristi chiamano “precipitazione” cioè la capacità di produrre “in tempo reale” una energia vitale per renderla solida, e quindi forma, sul piano fisico.

Consideriamo invece il caso in cui il nostro corpo fisico si trova nello spazio/tempo in cui è presente  un'emissione mentale che un altro soggetto associa ad uno specifico oggetto ; supponiamo, ad esempio, di entrare in una stanza in cui si trova solo una sedia e un altro individuo: la sedia esiste anche per noi? La percepiamo come l'altro individuo?

Ecco quello che accade.

L'emissione mentale dell'altro soggetto corrispondente alla sedia entra in contatto con il nostro corpo i cui sensi ne percepiscono le frequenze che vengono immediatamente trasmesse al cervello per la decodifica.
Ma a questo punto il discorso diventa SOGGETTIVO in quanto, in fase di rielaborazione delle informazioni provenienti dai sensi, entra in gioco il nostro stato di coscienza cioè come ci percepiamo e, conseguentemente, quello che crediamo sia reale e realizzabile da noi.
Infatti, inizialmente la sedia non è altro che l'emissione mentale di un'immagine proveniente dalla mente del primo individuo che il nostro corpo/sonda rileva, trovandosi nel medesimo spazio/tempo: ciò che determina se e in che modo la percepiamo è se qualcosa di analogo o di simile all'immagine proiettata dal primo individuo è già presente nel nostro database di immagini (sistema di credenze).
In caso di risposta affermativa, istantaneamente le informazioni rilevate dai sensi verranno associate dalla nostra mente all'informazione/immagine già in nostro possesso che quindi, essendo per noi esistente e quindi reale, verrà ri-proiettata nell'ambiente in cui ci troviamo, esattamente nello stesso spazio/tempo in cui vi è l'emissione mentale del primo individuo. La nostra emissione mentale, analoga a quella già presente in quell'ambiente, andrà ad interferire con quella già presente e confermerà l'esistenza della sedia in quella stanza, dandole forma e sostanza.

Capisci? Ogni istante che passa, crei l'ambiente in cui hai la sensazione di vivere (la tua realtà) in corrispondenza al tuo stato di coscienza e lo fai proiettando immagini presenti nella tua mente che vanno ad interferire con quelle di altri individui che si trovano nel medesimo spazio/tempo (la coscienza di gruppo).

Ecco in cosa consiste ciò che noi chiamiamo realtà: un insieme di emissioni mentali che vengono percepite dai nostri corpi e rielaborate come reali così da ri-emetterle (piazzarle) nel nostro spazio/tempo mentale, corrispondente allo spazio/tempo in cui ci troviamo. In altri termini non esiste una realtà oggettiva, ma solamente qualcosa (emissioni mentali) che gli esseri umani, in base al loro stato di coscienza (cioè in base al loro sistema di credenze), credono ci sia e che, conseguentemente, confermano istante per istante.
Gli stessi fisici quantistici ci parlano di ordine implicito ed ordine esplicito sottolineando il fatto che il mondo appare e scompare tantissime volte al secondo (secondo la frequenza delle emissioni mentali; nota mia). Dato che esiste un bagaglio di definizioni e di informazioni relative alle cose materiali su cui gli esseri umani concordano (nel senso che attribuiscono la stessa definizione e le stesse caratteristiche alle particolari funzioni d'onda che le costituiscono), le relative emissioni mentali saranno analoghe e la loro interferenza darà “forma e sostanza” alla realtà fisica che apparirà come oggettiva.
Ma cosa accade se ci troviamo in uno spazio/tempo in cui c'è un'emissione mentale “nuova” rispetto al nostro stato di coscienza, nel senso che non esiste alcuna immagine presente nel nostro database in grado di decodificarla?
Se siamo connessi al nostro Sé attingeremo dall'IO SONO l'informazione/immagine che ci consenta di interpretarla e di considerarla come reale ed essa ci apparirà per ciò che realmente è e sarà, per noi, sperimentabile.
Viceversa non saremo in grado di decodificare le informazioni sensoriali provenienti dal nostro corpo/sonda ed esse saranno, percepite come “sensazione”, ma solo se e nella misura in cui il nostro sistema di credenze preveda tale possibilità, quindi in maniera non reale, ma irreale.

E ORA?
Belle parole, tanta filosofia: a cosa serve tutto ciò? Se non siamo connessi al nostro sé, a nulla: l'illusione continua a rimanere illusione e noi continuiamo a fare la parte degli attori inconsapevoli sul palcoscenico del mondo illusorio. È per questo che ho scritto il libro IO SONO LA VERITÀ: nel libro ci sono altri spunti per comprendere che lo stato di coscienza di ciascun essere umano determina l'idoneità a realizzare la Volontà dell'IO.

È  possibile che non tutti possano comprenderlo, ma io ce l'ho messa tutta per spiegarlo nel miglior modo possibile.

Buona lettura!

Daniele Cavallo

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